• Chiudete gli occhi e immaginate il cielo blu, respirate profondamente.
     

  • Sentirete il battito del vostro cuore
    che si regolarizza,
    il respiro sarà tranquillo
    e potrete provare un senso di benessere.

  •  Il blu è considerato da sempre il colore della calma e della tranquillità. Questa ragione mi ha portata ad immaginare un posto BLU dove le persone si potessero sentire accolte, rassicurate, sostenute.

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C-BLU – TORINO / ROMA / BARI

IL PRIMO CENTRO MULTIDISCIPLINARE PER LA PROMOZIONE DELLA SALUTE

Chiudete gli occhi e immaginate il cielo blu, respirate profondamente. Sentirete il battito del vostro cuore che si regolarizza, il respiro sarà tranquillo e potrete provare un senso di benessere. Il blu è considerato da sempre il colore della calma e della tranquillità…

Perché C-BLU?

Per diventare un adulto sano e felice è necessario coltivare il benessere sin da piccoli: C-BlU è il primo centro multidisciplinare con sede a Torino, Roma e Bari orientato al benessere e alla promozione della salute di tutta la famiglia: ci prenderemo cura di te con l’ausilio della professionalità di una équipe altamente qualificata composta da psicologi, psicoterapeuti, logopedisti, nutrizionisti, educatori, neuropsichiatri e psicomotricisti. I professionisti di C-BLU lavorano in sintonia per ideare percorsi personalizzati per la ricerca del tuo equilibrio psicofisico, della tua famiglia e lo sviluppo armonico dei tuoi bambini.
Da C-BLU ti sentirai accolto, rassicurato, sostenuto. Scopri di più…

TrasFormare i conflitti per alleggerirsi la vita

21 settembre 2015
Quante volte ti capita di trovarti coinvolto in un litigio senza volerlo? O di averlo provocato senza sapere poi come uscirne? Vorresti avere relazioni semplici e serene senza per questo dover subire? Ti piacerebbe manifestare il tuo pensiero senza suscitare reazioni indesiderate? Il 14 ed il 15 novembre BLU ti offre la possibilità di partecipare ad un corso di empowerment personale. Due giornate in cui potrai:  prendere coscienza delle reazioni automatiche che scattano durante i conflitti diventare consapevole delle forti emozioni provate per poterle utilizzare in modo costruttivo nella relazione Scoprirai come prenderti cura di te in presenza di un conflitto Sperimenterai un linguaggio capace di generare dialogo e soluzioni nella vita di tutti i giorni Chiamaci per avere maggiori informazioni o visita l’area schop.  

Trasformazioni. Dar forma al cambiamento attraverso l’Arteterapia

21 settembre 2015
Pensi di non essere una persona creativa? Di non essere in grado di realizzare nemmeno uno scarabocchio… figurarsi poi un disegno!? Pensi che gli artisti siano individui toccati da un dono e dotati di bravura innata? Cosa mi rispondi se ti vengo a raccontare che le cose stanno in modo un po’ diverso? Ogni persona è dotata di creatività: il problema è non ricordarselo più! La creatività è un fattore molto importante per il benessere sia a livello individuale che collettivo. In te, anche se non la riesci più a vedere, c’è la scintilla della creatività. Devi solo recuperare i fili e tirarla su, come quando il burattinaio risveglia e anima le sue marionette. Essere creativi vuol dire essere in grado di attivare modalità innovative di pensiero. Vuol dire essere in grado di osservare gli accadimenti sotto diversi punti di vista, mettendosi in moto verso nuove prospettive, aprendosi a nuove possibilità. Vuol dire essere consapevoli delle proprie risorse e utilizzarle per attivare cambiamenti positivi. La creatività è una strategia che rende le persone maggiormente forti, positive e resilienti, ovvero capaci di far fronte alle difficoltà che possono presentarsi nel corso della vita, senza farsi travolgere e uscendone rafforzati. Il percorso di Arteterapia mira proprio a riaccendere la scintilla della creatività, attraverso il processo creativo che l’attività artistica è capace di innescare. In Arteterapia non è necessario essere artisti e non è necessario conoscere le tecniche di disegno, pittura e scultura, per citarne alcune. Si utilizzano materiali, strumenti e tecniche propri dell’arte: durante il percorso di Arteterapia tutto accade attraverso il linguaggio delle immagini: ci si racconta, si osservano le proprie emozioni e i propri vissuti, si mettono a fuoco le paure e i timori, i desideri e le aspettative. Ma il linguaggio dell’arte è preso a prestito per fare un percorso volto al raggiungimento di una maggior consapevolezza di sé. Ogni persona verrà accompagnata nella ricerca del materiale e della tecnica artistica che meglio risponde alle sue esigenze in quel preciso momento della sua vita. Verrà sostenuta nell’esprimersi attraverso il canale non verbale dell’arte (grafico-plastica), in modo efficace e forse inaspettato, alla riscoperta del proprio bagaglio di risorse personali. Verrà accompagnata a dar forma tangibile al cambiamento, nutrendo e rafforzando il proprio immaginario.

Mio figlio è sempre in movimento! L’importanza dei giochi motori

14 maggio 2015
“Mio figlio è sempre in movimento! Anche se facciamo una passeggiata lo vedi salire su un muretto e poi di colpo saltar giù, raggiungere di corsa una panchina, camminare all’indietro, saltellare”. La parole che avete appena letto, sicuramente, se siete genitori, vi sembreranno familiari se non addirittura proprio le vostre! Più volte ci si lamenta della vivacità dei propri figli e spesso la si confonde anche con problematiche dello sviluppo come l’iperattività. Perciò è utile, per il genitore, conoscere quali sono i comportamenti e le modalità di gioco dei bambini che rientrano in un profilo di normalità. Fin dai primi mesi di vita i bambini fanno giochi di movimento associati a esperienze cognitive e sociali oltre che meramente fisiche: osservano, toccano, esplorano, si costruiscono mappe mentali di riferimento che li aiutano a riconoscere gli spazi in cui vivono, a progettare azioni per raggiungere degli oggetti desiderati, operano un transfert da una competenza motoria ad un’altra. Inoltre imparano ad esprimersi, a comunicare e a posizionarsi nel mondo dei coetanei. Come i giochi simbolici (ad esempio: “giocare a fare la maestra”) anche i giochi motori hanno un ruolo importante nel preparare il bambino ad entrare nel contesto sociale e ne influenzano la sua identità. Nel momento in cui i bambini giocano insieme in modo spontaneo e non strutturato da un adulto, cercano di mostrare all’altro la propria identità attraverso la propria postura, movimenti, gesti. Questa “identità del corpo” può essere confermata dal gruppo dei pari oppure può essere messa in crisi. Impegnato a costruire l’immagine di sè il bambino ben presto comprende l’importanza che ha il mostrarsi agli altri in un certo modo, attraverso movimenti, gesti e abilità. Per questa ragione i bambini si divertono a fare giochi che si basano sull’alterazione di una qualche forma di equilibrio: si pensi alla giostra, ai salti, agli spintono, agli sgambetti. In tutte queste attività c’è senz’altro il piacere del movimento per il movimento ma c’è anche l’esigenza di posizionarsi rispetto ai compagni mostrando di padroneggiare una serie di abilità motorie. In questa categoria di giochi rientrano anche quelli un pò più turbolenti in cui i bambini si inseguono, lottano o si colpiscono. Questi giochi possono essere considerati manifestazioni di aggressività ma in realtà sono solo imitazioni di comportamenti aggressivi. I bambini, infatti, usano espressioni come “giochiamo alla lotta” o “facciamo finta…” con cui rivelano la loro intenzione di divertirsi e non di far del male all’altro. Grazie a questi giochi i bambini sperimentano la propria forza e capiscono fin dove ci si può spingere senza creare danno ne a sè stessi e nè agli altri. il gioco con il gruppo dei pari insegna al bambino la reciprocità, la sollecitudine, la cooperazione e, inoltre, lo aiuta ad assumersi la responsabilità dei propri comportamenti. Per queste ragioni è giusto considerare che un bambino che si muove vivacemente, esplora l’ambiente, sperimenta il proprio corpo nello spazio è un bambino che attraverso il gioco impara a vivere.

Bambini sedentari….quale alimentazione?

14 maggio 2015
I bambini sedentari sono spesso svogliati, si annoiano praticamente subito e rimangono per ore davanti la TV, a giocare con i videogames, o sotto l’ombrellone a leggere o a guardare le immagini di giornalini e libri, ascoltano la musica ecc. Rinunciano a qualsiasi cosa si proponga loro, proprio per abitudine a non far niente, in questo modo hanno una scarsa competenza nell’uso del corpo, e solitamente crescono di più sotto il profilo intellettuale. A volte questo fenomeno di sedentarietà è solo uno schema che seguono per imitazione della famiglia, nel senso che magari nell’ambiente in cui il bambino vive si è abituati a muoversi poco, a stare tanto davanti alla tv con popcorn e bibite, pochi giri all’aperto e rarissime passeggiate. Ma come bisogna aiutare questi bambini pigri? Occorre che i genitori si adeguino ai loro ritmi, rispettando i loro tempi e mostrando interesse per quello che fanno, occorre far capire che ci si può divertire in movimento. Nei bambini sedentari è opportuno correggere anche abitudini alimentari scorrette, ridurre l’apporto proteico, dei grassi, e dei carboidrati, evitare l’uso di bevande zuccherine, snack dolci e salati, incrementare l’apporto di frutta, verdura e cereali. La correzione di queste abitudini potrà far si che il bambino non aumenti di peso in futuro fino a diventare obeso con conseguenze che se non curate diventeranno gravi nel tempo.

Cosa far mangiare ad un bimbo sportivo?

14 maggio 2015
Una attenzione particolare deve essere dedicata alla alimentazione del bambino che pratica sport regolarmente negli anni dell’infanzia cioè in quegli anni di massima crescita. In Italia la cultura della attività fisica è molto sentita e i bambini intorno ai 5-6 anni di età cominciano una attività motoria strutturata che va a sostituire quella libera sino ad allora condotta. Gli sport che attualmente sono più praticati dai bambini sono il calcio per i maschi, il nuoto per entrambi i sessi, e la pallavolo e la danza per le femmine. Lo sport del calcio, come quello del nuoto, quando sostenuti da una forte motivazione, molto presto diventano impegnativi con allenamenti settimanali e la gara la domenica o veri e propri campionati invernali. Il bambino che pratica assiduamente sport necessita di una dieta molto attenta, sempre bilanciata e completa di tutti gli alimenti. In primo luogo l’apporto proteico deve essere aumentato mediante carni, latte, uova, e legumi, insieme a dosi cospicue di frutta e verdure. Con un aumento dei carboidrati complessi otterremo infine un aumento delle calorie totali fino a 500 Kg/cal/die in più. Prima dell’allenamento è necessaria una merenda dolce di facile assimilazione e capace di dare energia per lo sforzo fisico. L’integrazione poi dei sali minerali persi con il sudore è molto raccomandata dopo lo sforzo fisico mediante l’assunzione di bevande saline. Diversa sono le prescrizioni dietologiche per le femmine che praticano sport non agonistici. Le attività motorie come la danza e la pallavolo sono sport più “leggeri” e se non praticati a livelli agonistici non necessitano di una alimentazione maggiorata nè di un aumento apporto calorico. Le femmine in linea di massima non tendono ad accrescere la loro struttura muscolare come invece accade ai maschi sportivi, per cui lo sport per il sesso femminile così praticato servirà a contenere la tendenza ai depositi di adipe (tendenza già presente nelle bambine sin da piccole) e ad una crescita muscolo-scheletrica ottimale. La distribuzione dei pasti e degli alimenti devono variare anche in base all’orario dell’allenamento, della gara. Se gli allenamenti sono nel primo pomeriggio sarà opportuno ridurre la quota calorica del pranzo al 25%, aumentando quella della colazione (20-25%) e degli spuntini (10-15%). Per chi effettua gli allenamenti nel tardo pomeriggio o nelle ore serali si consiglia di aumentare la quota calorica la prima colazione (20-25%) e di ridurre quella della cena (25-30%). La prima colazione dovrebbe prevedere latte o yogurt, con cereali o fette biscottate o pane o biscotti e frutta o spremuta di frutta o marmellata. Si raccomanda di non esagerare nel consumo di cibi troppo ricchi di calorie, lipidi e zuccheri ad alto indice glicemico. Nel giorno della gara Regola del 3: l’ultimo pasto completo dovrebbe essere consumato 3 ore prima della gara ed essere leggero, digeribile e fornire l’energia necessaria alla competizione. La digeribilità dei cibi è influenzata da diversi fattori quali: masticazione, natura dei cibi, presenza e quantità dei succhi digestivi, temperatura degli alimenti. Se la competizione supera le due ore di durata è previsto uno spuntino